Roma, saltafila al Colosseo, l'ultimo trucco: fingersi dipendenti comunali

Quando si dice, rifarsi il look. Le pettorine sono rosse o arancioni, la scritta info appare evidenziata in giallo, sfoggiano sfilze di loghi come fossero marchi di qualità, e scritte ammiccanti che promuovono tour del Colosseo in versione fast track, ossia con una pista veloce. Una variate aggiornata dell'abbocco stile skip the line. I salta-fila continuano a fare affari d'oro vendendo tour a prezzi triplicati nell'area dell'Anfiteatro Flavio, in barba al regolamento di polizia urbana che ne vieta l'attività.


E cambiano le strategie d'azione, visto che si fanno passare per operatori ufficiali dell'Info Point di Roma Capitale. Già, si fingono dipendenti dell'Official Tourist Infopoint di via dei Fori Imperiali. Complice, manco a dirlo, il look. Indossano pettorine tarocche con colori e scritte che richiamano la segnaletica del visitor center, la struttura di accoglienza turistica comunale gestita da Zetema (società in house del Comune). Basta posizionarsi davanti all'ingresso, et voilà l'illusione è perfetta. E i turisti a spasso nell'area archeologica centrale abboccano all'amo. I promoters mascherati da dipendenti comunali, spesso stranieri ed extracomunitari, fermano i turisti (fermare e importunare i turisti è una pratica interdetta dal regolamento) per vendere tour guidati del Colosseo e del Palatino a prezzi maggiorati. Qualcuno esegue la transazione per strada (anch'essa operazione vietata), altri indirizzano i clienti agganciati in uffici privati aperti nelle stradine limitrofe. E bye bye infopoint ufficiale.

 

LA STRATEGIA
Gli acchiappa-turisti vanno in scena. Non presidiano la postazione in modo fisso, certo. Si muovono con cautela, dribblando il passaggio delle pattuglie della polizia municipale. Scelgono gli orari con cura, soprattutto in questo periodo di bassa stagione turistica. E le pettorine rosse e gialle, e arancioni, diventano il loro passepartout. D'altronde quello del look è un aspetto non da sottovalutare. Dall'entrata in vigore del regolamento, l'estate scorsa, i salta-fila hanno cambiato outfit, soprattutto sulla piazza del Colosseo, eliminando cartelli e magliette sgargianti con scritte official tourism e tourism information (che di ufficiale non avevano nulla) , virando ad uno stile più minimale, fatto di qualche finto badge. Ma l'approccio è identico. La corsa ad acchiappare i turisti con l'abbocco del fast track è lo stesso. All'ombra della casa dei gladiatori il business ai margini della legalità va in scena ogni giorno. «Abbiamo chiesto alla Polizia Locale di Roma Capitale di effettuare controlli più serrati sull'esercizio della professione di guida da parte di soggetti privi della necessaria abilitazione», dichiara Francesca Duimich portavoce della Federagit-Confesercenti-Guide Turistiche di Roma. «Data la rilevanza del comparto turismo nella città di Roma e per la sicurezza dei visitatori - aggiunge Duimich - riteniamo improcrastinabile la creazione di un nucleo di Polizia Turistica con competenze specifiche».

 

I CONTROLLI
I controlli? I presidi sono continui sulla piazza, ma gli agenti sono pochi per sorvegliare tutta l'area e arginare l'abusivismo. Si parla di 2-3 unità a turno. Ne servirebbero altri 6 solo sulla zona del Colosseo. Stessa situazione per il Vaticano. Già, i Musei Vaticani. Lo scenario non migliora di certo. Con casi paradossali di promoter stranieri extracomunitari (quasi sempre un gruppo di cittadini del Bangladesh) con falsi tesserini al collo, che bloccano i turisti lungo le Mura Vaticane, all'angolo tra via Leone IV e viale Vaticano, vendendo tour salta-fila, senza e con guide, a prezzi maggiorati, anche a coloro che magari hanno già una regolare prenotazione. «Fanno una specie di forzata e illecita dogana - racconta una guida abilitata - Sono stata aggredita e circondata una volta perché avevo detto loro di lasciare in pace quei turisti che già hanno una prenotazione». Nonostante le prime sanzioni, l'organizzazione prosegue nel suo business. «Gli abusivi vengono anche multati - rincarano da Federagit - ma le sanzioni restano esigue rispetto ai guadagni. E così ritornano».

 

Stralcio da IlMessaggero.it