Piemonte, le guide turistiche scrivono alla Regione: niente aiuti a fondo perduto: proponiamo uno scambio

Lettera aperta della presidente Caramello (Federagit) a Cirio e Poggio.

"In queste settimane stiamo vivendo una crisi epocale che rischia di mettere davvero in ginocchio il comparto del turismo, ed in particolare il settore della guide turistiche, degli accompagnatori turistici e dei professionisti del turismo in generale. Abbiamo ricevuto solo disdette di servizi e allo stato attuale non è nemmeno più certo che il nostro lavoro possa riprendere tanto presto. Il nostro timore è che non ricominceremo a lavorare a pieno regime almeno fino a quando non si troverà una cura o un vaccino. Già oggi la nostra situazione è drammatica, perché siamo a ‘reddito zero’ da oltre due mesi e abbiamo anche difficoltà ad incassare il pagamento delle fatture emesse tra la fine dello scorso anno e l’inizio di questo. Per molti colleghi monoreddito vuol dire essere già privi della liquidità per sopravvivere e a questo si aggiunge che non tutti hanno ancora ricevuto i 600 euro promessi".


E' un quadro drammatico - simile a quello di molti altri settori, comprese le agenzie di viaggio di cui abbiamo scritto pochi giorni fa - quello che tratteggia Federagit-Confesercenti, per voce della sua presidente Micol Caramello. E' il racconto di quanto stanno vivendo in questo periodo così difficile le guide turistiche. Che però non si vogliono dare per vinte.

E quindi hanno deciso di scrivere al governatore del Piemonte, Alberto Cirio e all'assessore al Turismo, Vittoria Poggio. "Ci rivolgiamo a voi - si legge nella lettera inviata alla giunta - perché possiate porre un’attenzione speciale nei confronti del nostro settore, che da sempre è quello che garantisce la corretta promozione, fruizione e divulgazione dei beni culturali e dei siti turistici piemontesi, settore che da anni è in crisi a causa della mancanza di una legge di riordino organica e da abusivismo dilagante. Abbiamo sempre tirato avanti, ma adesso è tutto più difficile: ad oggi, infatti, le prospettive di lavoro sono totalmente azzerate e lo saranno ancora per molti mesi, visto che il settore turistico – verosimilmente – non si riprenderà prima del 2021. Chi tra noi ha una partita IVA sta seriamente pensando di chiudere. Se non ci saranno più i professionisti del turismo, chi si occuperà di promuovere ed illustrare il nostro territorio? Senza di noi, ultimo e prezioso anello della catena turistica, ogni altro investimento sarà destinato ad avere un'efficacia minima".

 

Quello che propongono, però, è uno scambio. Non una semplice richiesta d'aiuto. "Non vogliamo però il vostro aiuto a "fondo perduto", vi chiediamo uno "scambio": ci mettiamo a vostra disposizione per aiutare la ATL a promuovere il Piemonte, per far scoprire ai piemontesi il loro territorio, a coinvolgere le scuole piemontesi attraverso didattica anche a distanza, se non sarà possibile accompagnarli in visita guidata in esterno".

 

Stralcio da 24ovest.it