Ferrara: palazzo dei Diamanti, sos delle guide

Che guaio il lungo stop

Gli operatori del turismo preoccupati dai lavori previsti da fine estate: «Si parla di chiusura per due anni: sarebbe un danno incalcolabile»

 

 

La chiusura per i lavori di restauro di Palazzo dei Diamanti preoccupa le guide turistiche, allarmate per il loro futuro lavorativo e per il turismo. Virna Comini, attiva da 23 anni, ex presidente dell'associazione guide turistiche di Ferrara, oggi socia della società 'Naturalmente arte' non nasconde i timori legati all'apertura del cantiere che probabilmente dalla prossima estate potrebbe chiudere per lungo tempo. «Se i lavori dureranno due anni, come annunciato, il rischio è che si perdano turisti che ormai sanno che a Ferrara c'è quel tipo di offerta culturale di alta qualità - afferma Comini -.

 

Già dagli anni Settanta Ferrara, con la gestione Farina, è un centro culturale d'avanguardia per le mostre. Sisley, Degas e quella più recente sull'Ariosto hanno portato molti turisti e il nostro settore ha lavorato moltissimo». Poi lancia la proposta: «La galleria non venga chiusa e si trovi il modo per organizzare una mostra, magari ridotta e che prevede un biglietto d'ingresso a prezzo contenuto, af finchè i turisti più affezionati tornino ai Diamanti». Per Comini l'alternativa di spostare le mostre in altre sedi, come il Castello, non sono una soluzione: «II Castello lo vogliono vedere tutti, non ha bisogno di mostre». Poi tocca il tema del tipo di mostre: «Se sono artisti poco conosciuti difficilmente potranno attirare visitatori».

 

Un'analisi condivisa anche dalla presidente di Federagit guide turistiche di Confesercenti e numero uno di Itinerando Chiara Ronchi. «La situazione dei Diamanti è delicatissima - afferma -. Nel turismo è fondamentale la programmazione nel breve, medio e lungo periodo. Serve sapere già ora quale mostra sarà organizzata dopo la fine dei lavori». Sui Diamanti aggiunge anche: «Quella galleria non è un 'mostrificio' o la sede di esposizioni da cassetto, perché è stata la pioniera di un modo di fare le mostre che tutto il resto del Paese ci ha copiato». Sui lavori poi dice: «Non possiamo entrare nel merito di quanto staranno aperti i cantieri ma ci auguriamo che i lavori durino il meno possibile e che si dica già da ora, quale sarà la prossima esposizione». Poi conclude: «Già la mostra di Bononi ha dimostrato che le esposizioni in quella sede si possono fare a cantiere aperto».

 

Più duro Alessandro Gulinati, guida turistica e presidente della Pro Loco. «La chiusura del palazzo non è un problema delle guide turistiche ma dell'intera città. Si tratta di un tassello di un contesto che da diversi anni è stato molto deteriorato». Una frecciata alla passata amministrazione: «Non hanno assolutamente programmato il futuro culturale di Ferrara». I segnali positivi, tuttavia, ci sono: «A partire dal nuovo cda di Ferrara Arte - dice Gulinati - al fatto che per metà marzo è annunciata la riapertura di Schifanoia fino alla mostra di primavera dedicata a Banksy».

 

 

Stralcio da RESTO DEL CARLINO FERRARA