Federagit Siena: trenta guide a lezione sui riti delle contrade

Impareranno come si preparano e selezionano i cavalli da Piazza, quando salirà in cattedra il professor Marco Pepe, veterinario dell' Università di Perugia. Verrà spiegato loro il rituale contradaiolo e il lavoro dietro le quinte che il 2 luglio e il 16 agosto consente il rinnovarsi di una tradizione secolare, il Palio appunto, dal corteo storico ai tre giri sul tufo dei barberi.

 

La Festa sarà osservata anche dietro le quinte. E persino sui social. Questo il cuore di un singolare corso iniziato ieri a cui partecipano 30 guide turistiche. Frutto della sinergia fra Cescot, Comune e Consorzio per la tutela del Palio, punta a mostrare la vita cittadina per quello che davvero è accentuando il rispetto reciproco dei ruoli.

 

Quello delle Contrade da un lato e dei turisti dall' altro. Si eviteranno così episodi spiacevoli quali ad esempio l' aggressione a due americani avvenuta dopo la benedizione del cavallo nell' agosto scorso. «Il nostro obiettivo - spiega il sindaco Bruno Valentini - è un turismo di qualità, che si relazioni rispettosamente con le tradizioni, con curiosità e apertura mentale per non incorrere in facili stereotipi o accontentarsi di spiegazioni superficiali. Perciò è ancora più essenziale migliorare la capacità di raccontare Siena e il Palio».

 

«Un percorso formativo volontario rivolto a chi comunque ha già un' abilitazione, nato dall' amore per la propria città e per la Festa», sottolinea l' assessore al turismo Sonia Pallai.

 


Ieri la prima lezione tenuta da Laura Bonelli, presidente del Consorzio per la tutela del Palio. Ne seguiranno altre sei, con un test finale. «Negli ultimi anni la professione di guida ha subito una forte liberalizzazione - conclude Martina Dei, coordinatrice di Federagit Siena - che ha permesso a persone abilitate in ogni parte d' Italia e d' Europa di illustrare il nostro territorio senza che prima venissero accertate le loro competenze.

 

Per una città come Siena, che conserva con dedizione le sue tradizioni, è molto pericoloso. In special modo per il Palio che rischia di essere banalizzato e peggio ancora frainteso».

 

stralcio da La Nazione