Federagit Roma: disdette, sosta selvaggia e ticket. Avvio horror per il piano pullman

II piano pullman che li vuole fuori dal centro di Roma è partito da pochi giorni e gli operatori del settore fanno i conti con i primi problemi: stalli quasi sempre occupati dai mezzi privati, caos permessi e, soprattutto, gruppi turistici che preferiscono rinunciare a visitare la Capitale da quando sanno che in molti casi, negli alberghi o verso i siti archeologici potranno arrivarci solo a piedi. Ieri è partita dalla Confesercenti la richiesta all'assessore ai trasporti Linda Meleo di un incontro tecnico, assunta ormai la consapevolezza che il Campidoglio non tornerà certo indietro e, anzi, dopo la protesta di prima di Natale che ha praticamente paralizzato il centro storico, non ne vuole proprio più sentir parlare e ha alzato un muro di fronte alle richieste di ripensamento mosse dalla categoria.

 

«Quello che vogliamo è sottoporre all'assessore le problematiche che stiamo affrontando già da questi primi giorni - spiega Cinzia Renzi, presidente Assoviaggi Confesercenti Roma- stiamo in periodo di bassa stagione a Roma ma tra un paio di mesi diventerà alta e vogliamo arrivarci con delle correzioni del piano che peraltro chiediamo da tempo». Una su tutte riguarda il contingentamento dei permessi. «Sia per entrare in centro sia per visitare il Vaticano o il Colosseo - prosegue Renzi - sono disponibili tot permessi e non più, o la mattina o il pomeriggio. Questo significa che se prima, ad esempio, portavamo in giro i gruppi la mattina, facevamo una sosta per il pranzo e poi proseguivamo il pomeriggio, oggi dobbiamo fare una scelta perché i prezzi sono raddoppiati e quindi di conseguenza ci sono meno turisti in giro e ne risentono anche i bar e i ristoranti del centro dove prima i gruppi si fermavano a consumare».

 

C'è poi la questione stalli per i pullman che preoccupa non poco gli operatori e li spinge a sostare in doppia fila. In via Ludovisi, via Petroselli o via Bissolati praticamente ogni giorno i torpedoni lottano con chi parcheggia al posto loro riservato senza averne diritto. I vigili vengono chiamati, intervengono, ma il giorno dopo è tutto come prima. Anche per le guide turistiche questo piano non funziona. Francesca Duimich, presidente Federagit Roma spiega perché: «Impieghiamo metà del nostro tempo a spiegare ai tour operator nazionali e internazionali il nuovo provvedimento. Lo sa quale è stata una delle prime conseguenze? Che in tanti ci stanno iniziando a dire di lasciar stare, che nella Capitale è diventato troppo complicato venire, che preferiscono altre destinazioni».

 

Numeri e dati a supporto di questa tesi le associazioni non sono ancora in grado di fornirli ma assicurano che ci stanno lavorando e che presto saranno disponibili perché quello che vogliono, a questo punto, «è far capire all'Amministrazione che il rischio in agguato è la perdita di turisti». Intanto, ad esempio, «non abbiamo più richieste da parte degli americani - spiega ancora Duimich - e quando si dice che il turista in pullman è in prevalenza un turista povero si dice una grande sciocchezza perché anche i visitatori benestanti si servono dei pullman per arrivare nei grandi alberghi o fare il giro dei monumenti».

 

Tant'è, il piano ora è operativo e i risultati, almeno all'apparenza, danno il risultato di un centro storico per lo più sgombero dal traffico dei torpedoni e dal caos. Quello che preoccupa gli operatori, tuttavia, sono problemi tecnici di applicazione del provvedimento che vorrebbero appunto discutere con l'Amministrazione per non trovarsi tra qualche mese con meno aziende e meno occupati sul mercato.

 

«Abbiamo trovato invece una sindaca e assessori completamente sordi a queste esigenze, non mi era mai capitato nulla di simile con le precedenti giunte», chiosa la presidentessa Cinzia Renzi. 

 

stralcio da Il Tempo