Federagit Firenze: in coda a 40° malori all' Accademia

Temperature troppo alte. L' appello dei sindacati: subito un intervento

Anche il David, che guarda dall' alto i turisti, soffre. Nella Galleria dell' Accademia, quarto museo in Italia per numero di visitatori dopo gli Uffizi, si soffoca quasi. L' impianto non riesce a refrigerare le grandi stanze, il calore è insopportabile tanto che martedì un paio di visitatori si sono sentiti male, uno ha richiesto anche l' intervento dell' ambulanza.


«La colonnina di mercurio in questi giorni ha toccato i 35 gradi - denuncia Learco Nencetti del sindacato Conf.Sal.Unsa Beni culturali che già un anno con un esposto ha denunciato la situazione -.
Non esiste nessun intervento di prevenzione al colpo di calore, come pause più frequenti e aree per rinfrescarsi. Bisogna trovare assolutamente una soluzione».
Non è la prima volta che l' Accademia - che conta circa 6mila ingressi giornalieri ed espone il maggior numero di sculture di Michelangelo, fra cui il celeberrimo David - si trasforma in una specie di forno in cui a rimetterci sono guide e turisti. Nemmeno due mesi fa, proprio all' ombra del David, una guida si è accasciata per il troppo caldo scatenando l' ira delle associazioni Federagit (Federazione Accompagnatori, Guide, Interpreti Turistici) e Agt (Associazione guide turistiche) che hanno scritto una lettera per richiedere «un incontro urgente in relazione alle temperature che si registrano all' interno del museo e a problematiche più complesse collegate alle modalità di visita dell' Accademia e allo sviluppo del museo».


Gli operatori hanno chiesto di sedersi a un tavolo e parlare del «futuro dell' Accademia pensando a un' organizzazione più funzionale degli spazi e dei servizi di accoglienza nonché a una nuova gestione dei flussi e dei percorsi museali».


«Era una situazione prevedibile - dice Marco Verzì, presidente Federagit Firenze - e l' intervento poteva essere programmato per tempo, prima che le temperature raggiungessero questi valori. Assurdo che le persone debbano pagare per questo inferno, non è un bel biglietto da visita per una città come Firenze».


Infatti, il calvario comincia dall' esterno del museo con i turisti costretti a ore di attesa sotto le temperature bollenti di questi giorni. «Non si possono tenere i visitatori con i 30 gradi all' interno - non usa giri di parole Siro Chini del comitato di ciceroni Armata Pacifica - e i 40 all' esterno.
Servono assolutamente interventi urgenti».

 

stralcio da La Nazionel