Confesercenti Federagit Roma: Turismo, alle guide il fai da te

Nessun protocollo è stato diffuso per chi accompagna gli stranieri in visita nella Capitale.

Solo una nota dei Musei Vaticani in cui si raccomanda di avvertire se qualcuno presenta sintomi.

 

Le visite nei musei non sono diminuite, di gruppi di asiatici che girano alcuni con mascherine, altri senza, se ne vedono diversi anche se, dicono gli operatori del settore, le richieste stanno via via diminuendo.

 

Per le guide turistiche della Capitale, tuttavia, sono giorni all'apparenza normali anche se la paura non è sempre facile da controllare. «L'iniziativa per la prevenzione è lasciata ai singoli - dice Francesca Duimich, presidente Guide Turistiche di Confesercenti Roma - personalmente non ne ho ma non posso negare che siamo stati lasciati un po' all'oscuro di tutto nel senso che non abbiamo ricevuto alcuna indicazione in merito ad un possibile contagio o altro».

 

In realtà ci sono delle indicazioni generiche del Ministero della Salute che valgono un po' per chiunque possa trovarsi a contatto per lavoro o altri motivi con persone provenienti dalla Cina.

 

Le guide turistiche sono tra questi e al momento, spiega Duimich, ci stiamo attenendo a quanto hanno detto dalla Direzione dei Musei Vaticani, luogo che raccoglie migliaia di turisti asiatici ogni settimana.

 

Le «raccomandazioni», chiamiamole così, si rivolgono ai dipendenti ai quali si chiede di segnalare ogni possibile sintomo influenzale e stare lontani da persone con problemi respiratori. «Di asiatici se ne vedono tanti in giro anche in questi giorni - conferma la presidente delle Guide Turistiche - molti sono anche coreani e giapponesi e non è affatto infrequente vederli indossare mascherine. Sono discreti e molto partecipativi, la sensazione è che accettino di essere monitorati senza alcun problema ma che non vogliano comunque rinunciare a visitare la nostra città».

 

A sentire alcune agenzie di guide in zona piazza Risorgimento e dintorni le richieste dei gruppi provenienti dalla Cina sono drasticamente diminuite.

 

«Stiamo ricevendo numerose disdette per la prossima primavera - dicono da un'agenzia di via Germanico - del resto con i voli bloccati ce lo aspettavamo. Ad oggi però continuiamo ad avere diverse richieste per visitare i monumenti come Colosseo, Basilica San Pietro, Musei Vaticani e naturalmente nessun problema ad accettare. Non seguiamo alcun protocollo perché non ce ne sono. È chiaro che di fronte a casi evidenti di tosse o sintomi influenzali faremo quello che dicono, ovvero allertare i servizi sanitari dedicati».

 

La Cina è un mercato turistico florido che almeno negli ultimi due anni è esploso nella Capitale e sul quale il Campidoglio si stava puntando anche per il business. Nel 2019 solo a Roma (e quindi escluso l'hinterland) si sono registrati 242 mila arrivi e 427 mila presenze (vale a dire pernottamenti), secondo l'Ente Bilaterale del Turismo nel Lazio.

 

Ora il timore è che possa ripetersi quanto accaduto nel 2003, anno della Sars. Da marzo a giugno, mesi clou dell'epidemia di allora, si registrò nella Capitale un calo del 70 per cento dei turisti cinesi e del 10 per cento degli arrivi generali. Ma all'epoca non c'era stata tutta questa attenzione mediática, non c'era ancora la diffusione così capillare dei social network e quindi le notizie avevano di sicuro un impatto differente.

 

Dunque si teme che questa volta il calo generale degli arrivi possa essere maggiore.

 

Stralcio da IlTempoRoma